Nel panorama generale delle piccole e medie imprese si fa largo sempre di più il problema di come riuscire ad attirare nuovi utenti interessati al proprio prodotto. Questo problema è diventato ancora più complesso da quando le pubblicità tradizionali hanno saturato la pazienza dell’ascoltatore, creando in lui una vera e proprio muro di gomma ai messaggi promozionali. D’altronde noi siamo i primi ad andare alla toilette quando arriva la pubblicità nel bel mezzo del film. Siamo i primi che clicchiamo compulsivamente “Salta annuncio” quando ci avventuriamo su Youtube, o su qualsiasi altro sito in cui appare la pubblicità come benvenuto (capirai!). La pubblicità, i volantini, il telemarketing, spot radiofonici non funzionano più. Spot ad effetto che ti invitano al prodotto per il prezzo basso non funzionano più.

Un’azienda puo’ definirsi grande non dal suo volume d’entrata, che è sempre relativo se confrontato ai volumi di altre aziende, bensì dalla facilità con cui riesce ad intercettare i nuovi potenziali clienti. E per farlo è indispensabile che si studino i tempi in cui viviamo, a trecentosessanta gradi, analizzando come e dove intercettare nuovi utenti.

Ed è in questa valutazione che la strategia di inserire un blog aziendale connesso alla propria attività diventa una mossa astuta. Prima di spiegare perchè, bisogna tuttavia chiarire cosa si intende per blog aziendale, anche perchè spesso questa strategia viene depennata solo perchè si fa tanta confusione sul tema. Il blog aziendale è un diario online in cui un’azienda pubblica periodicamente degli articoli relativi al proprio settore, in diverse modalità. Alcuni articoli possono essere inseriti dentro una categoria che puo’ avere una regolarità settimanale o quotidiana. In altre sezioni puoi parlare di una tua esperienza diretta con un cliente, in un’altra puoi presentare i tuoi lavori. Il blog aziendale costituisce le tue “PR di proprietà“, che informano e influenzano, mantenendo autorevolezza e senza far pesare che alla fine stai facendo promozione. Ma adesso andremo nello specifico.

Il cliente non acquista più a caso, ma cerca le informazioni: prova a dargliele tu!

Ogni utente in media consulta diverse fonti di informazione prima di prendere una decisione d’acquisto. Queste fonti sono ovviamente i motori di ricerca, i blog, i social media, siti di recensioni, ecc. In sostanza prima di comprare gli utenti cercano informazioni su prodotti e aziende in rete. Ed è proprio qui che bisogna essere presenti, con i contenuti giusti nel momento giusto, per essere trovati dagli acquirenti.

In sintesi quali sono le attività che permettono di farti raggiungere il tuo pubblico?

  • blogging: pubblicare informazioni utili ai tuoi potenziali clienti
  • search marketing: farsi trovare da chi sta cercando informazioni sui motori di ricerca
  • social media marketing: ottenere visibilità grazie ai social networks.

Intercettare un cliente grazie a dei contenuti

Con il blog aziendale cambia diametralmente il rapporto tra azienda e cliente. Non è più l’azienda a dover rincorrere disperatamente un nuovo cliente, che magari appartiene al target sbagliato. Ma è il cliente che, grazie ai contenuti ritenuti interessanti sul blog, che si avvicina all’azienda. Detto così sembra tutto facile e bellissimo, ma come ogni cosa ci vuole impegno, tempo e soprattutto cognizione di quello che si fa. E’ fondamentale pubblicare dei contenuti originali e interessanti: nessuno riderà per aver sentito la stessa barzelletta. Cioè, bisogna provare a inventarsi e distinguersi, e per farlo devi affidarti alla qualità. Inoltre, cosa molto importante, non dovrai mai usare il tuo blog come una bacheca di annunci! L’utente, che ti stava dedicando il suo tempo, schizzerà via in un nanosecondo. La differenza tra blog aziendale e annunci pubblicitari a pagamento è che il primo crea un percorso, una storicità e ha una validità che rimane nel tempo e se si lavora costruendo una base solida, l’investimento che fai oggi ti rimarrà per sempre.

Non esiste il blog aziendale senza piano editoriale

Importante è realizzare un piano editoriale, tracciato in un periodo di tempo preciso, in cui si decide di realizzare un dato numero e un dato tipo di articoli. Se ti occupi di abbigliamento e vuoi che il tuo utente alla fine vada sul tuo e-commerce ad acquistare un determinato capo su cui hai un buon guadagno, bisogna tracciare un preciso percorso. Ad esempio, potresti schedulare quattro articoli finalizzati alla vendita di quel vestito: uno in cui si parla della storicità di questo tipo di indumento (da quanto è di moda, ecc), in un altro su come viene lavorato (il tessuto, la sua biodegradabilità), uno in cui riporti una lista di vip che magari lo avranno indossato (anche Brad Pitt lo ha indossato!), e, infine, nel quarto ne parli segnandolo sul tuo e-commerce, facendo riferimento ad un’offerta irrinunciabile (entro venerdì lo trovi al 30% in meno rispetto al suo prezzo normale!). Sono solo esempi, ma che fanno capire come il blog aziendale abbia capovolto il rapporto tra azienda e consumatore.

Gli utenti vedono finalmente un volto

Con il blog aziendale l’azienda ne guadagna parecchio in sembianza umana: che vuol dire? Vuol dire che finalmente un utente vede un volto, vede un’opinione, vede una risposta finalmente non standard ad un proprio quesito. Questo fa si che l’utente si fidelizzi perchè percepisce di poter aver un rapporto con l’azienda, di non essere solo un numero, ma addirittura vede l’azienda uscire dal proprio guscio anonimo per scambiare quattro chiacchiere con te. Quelle parole sono per te e nessun’altro. Ovviamente per far accadere tutto questo serve la massima dedizione ed essere sempre pronti a dare una risposta agli utenti. Una risposta non data equivale a dieci clienti persi, in quanto uno è la persona che non ha ottenuto risposta, gli altri nove sono quelli che una domanda volevano farla, ma hanno visto che l’azienda non ha già risposto ad altri.

Professionalizzazione dell’azienda agli occhi degli utenti

Aprire un blog aziendale non è una mossa scevra da ogni altra strategia. Cioè, non esiste la dicotomia fare marketing-fare un blog aziendale. Le due cose sono strettamente connesse, poichè per avere un blog aziendale sempre più visitato e letto, bisognerà, come diciamo sempre, avvalersi anche di altri canali. In questo i social sono assolutamente cruciali, perchè sarebbe delittuoso affermarsi sul web con un blog e non farlo sapere a nessuno. Bisogna assolutamente abbinare tale blog con le relative pagine social (Facebook, Twitter, Linkedin su tutti) dell’azienda. Gli utenti passano la loro gran parte del tempo sul web sui social: è il posto migliore per intercettarli.

Ma è anche il mezzo migliore per intercettare il target di persone a cui la tua attività potrebbe interessare. Se fate giardinaggio e realizzate una locandina da apporre all’ingresso di un teatro affollato, non crediate che la vostra idea sia astuta. “Si, ma c’erano mille persone ieri sera!”. Si, ma a quante persone interessava giardinaggio? Magari a 10, magari a 100, magari a zero. Il problema reale è che non lo saprai mai, e quando non sai i risultati di una tua campagna parti già sbagliando. Questo con gli Ads di Facebook, ad esempio, non accade, in quanto puoi basare la tua campagna advertising su un pubblico dove tu poni i filtri necessari per profilare il pubblico migliore. Ti occupi di giardinaggio? Puoi impostare una fascia d’eta superiore ai 25/30 e mettere come interessi “giardinaggio” “fiori” “piante”, e così via. Tutto questo, oltre a portare traffico sul tuo sito, non fa altro che aumentare la reputation del tuo brand, perchè l’utente che conosce il mondo del web, e del blog nello specifico, noterà tutte queste tue accortezze.

Il blog, la SEO e i social network, usati seriamente e sinergicamente, possono determinare il successo della tua azienda in ambito digitale.

L’importanza di avere un media proprio

Non devi chiedere, nè dare conto a nessuno: tu scrivi quando vuoi e come vuoi. E’ chiaro che una cosa puo’ essere più consigliabile rispetto ad un’altra, ma l’importanza di poter modulare a proprio piacimento un tema piuttosto che un altro è fondamentale, specie se hai un grande volume di utenti. Puoi proporre tu un oggetto e puoi proporlo con qualcosa che è percepito diversamente da una pubblicità. Il blog aziendale vuole dare consapevolezza al lettore, non vuol imporre un prodotto al cliente, limitando la sua libertà di scelta. Ed è per questo che la pubblicità viene vista in modo ostile: chi di voi, in quella famosa pubblicità dei detersivi, non avrebbe scambiato un fustino per averne due? Questo perchè la pubblicità non si cura della reale situazione dell’utente e delle sue idee. Deve vendere e basta. Il blog no.

Il blog aziendale è l’antitesi dell’improvvisazione

Prima ho detto quanto sia fondamentale puntare sulla qualità dei contenuti, altrimenti tutti questi bei discorsi andrebbero a decadere subito. Inutile parlare di comunicazione, di fidelizzazione e di professionalizzazione se manca la base. Valuta se la tua azienda è in grado di estrapolare dei contenuti interessanti, ma valuta soprattutto se affidarti a professionisti del settore. Gli stessi ti spingeranno ad analizzare insieme a te chi è il cliente ideale della tua azienda e a capire che tipo di strategia si debba attuare per arrivare al tuo pubblico. In parte servirà investire perchè un blog aziendale non è una bacchetta magica sui tuoi affari, ma è il modo più intelligente e paziente per trasformare potenziali clienti in gente fidelizzata che andrebbe pure a morire per te. Perché? Perché tu hai usato una forma, un linguaggio e una cortesia diversa per proporre il tuo prodotto, senza essere entrato prepotentemente a casa sua, strombazzando il solito slogan pubblicitario che di realmente credibile non ha nulla.