Regole da seguire per la pubblicazione di contenuto SEO oriented

Premessa:

Il SEO Copy, o la SEO copy che dir si voglia, può rivelarsi l’asso nella manica di ogni comunicatore che si cimenta con lo storytelling digitale con qualcosa da dire. Scrivere secondo le regole del SEO copywriting significa innanzitutto individuare la parola chiave o le parole chiave più promettenti, e in base a queste configurare l’articolo in termini di struttura, lunghezza e contenuti extra (immagini, video e non solo). La competizione, complice una maggiore consapevolezza delle opportunità legate al SEO copy, è aumentata a dismisura negli ultimi anni: il che ci obbliga a prestare particolare attenzione a questo aspetto peculiare e, solo in apparenza, secondario.

Riuscire a ottimizzare un testo, non importa se articolo, post o pagina statica, è una condizione necessaria (anche se purtroppo non sufficiente) per rimanere visibili a distanza di mesi o di anni.

Questo perché un lavoro di SEO copy ben fatto aiuta Google a identificare la qualità del contenuto (e l’argomento) premiandolo di conseguenza con un posizionamento superiore e una visibilità al pubblico decisamente più competitiva.

Hai qualcosa da dire ai tuoi clienti? Affidati a un esperto Copywriter (attenzione allo spelling: il copriwater è un’altra cosa, anche se a volte non così diversa) e preparati a tanto lavoro e una lunga attesa prima dei risultati. E diciamo pure questo: non è detto che i nostri sforzi vengano ricompensati subito, ma è chiaro che se non proviamo nemmeno a giocare questa carta, rinunciamo in partenza a una risorsa preziosa con un potenziale insostituibile.

Un discorso questo molto complesso, che qui per ovvie ragioni ci limitiamo a trattare di sfuggita, lasciando al copywriter, allo storyteller o al professionista di turno il compito di approfondire, quantomeno nelle sue nozioni di base.

Aggiungiamo solo che la fortuna di personaggi famosi come per esempio Aranzulla dell’omonimo blog si basa proprio sull’applicazione metodica dei principi del SEO copywriting (e all’essere arrivato prima di tutti gli altri). Visto e considerato che informazione e comunicazione stanno migrando in modo sempre più massiccio verso il digitale, diventa essenziale ottimizzare la scrittura per il marketing sia da un punto di vista della qualità, sia per ciò che concerne la SEO.

Google tiene presente anche quello che fate all’interno del vostro sito web, sia come struttura tecnica, sia come contenuti. Prima però di parlare di contenuti e di come ottimizzarli vi anticipo che le cose fondamentali ancor prima di approcciarti all’ottimizzazione di ogni pagina web sono due:

  • una buona strategia
  • la struttura tecnica.

Quando si parla di ottimizzazione della pagina web si deve considerare l’aspetto più importante, che è quello di intercettare l’intento di ricerca da parte degli utenti rispetto ad una o più parole chiave. Voi non state scrivendo per i motori di ricerca (un po’ sì, dai), ma per gli utenti: se riuscite a capire cosa vogliono i vostri utenti, cosa stanno cercando e come lo stanno facendo, avrete in mano la chiave per conquistare il mondo— No, scusate, ci siamo fatti prendere. Si parlava di posizionamento SEO.

Veniamo alle specificità degli interventi, ovvero cosa dobbiamo fare per ottenere i primi risultati tangibili.

Come già illustrato nell’articolo sull’ottimizzazione di un sito web, Google tiene presente anche quello che fai all’interno del tuo sito web, sia come struttura tecnica, sia come contenuti. Prima però di parlare di contenuti e di come ottimizzarli ti anticipo che le cose fondamentali ancor prima di approcciarti all’ottimizzazione di ogni pagina web sono due: avere una buona strategia e la struttura tecnica.

Quando si parla di ottimizzazione della pagina web si deve considerare l’aspetto più importante che è quello di intercettare l’intento di ricerca da parte degli utenti rispetto ad una o più parole chiavi, perché non occorre scrivere per i motori di ricerca, ma per gli utenti e solo capendo e lavorando per gli utenti, potrai ottenere degli ottimi risultati su Google.

Strategia SEO: analisi keywords

Solo partendo da una buona strategia SEO si potranno ottenere degli ottimi risultati. L’analisi delle parole chiave, per esempio, ci fornisce un ottimo punto di partenza per capire sia quali sono gli intenti di ricerca da parte degli utenti, sia i volumi di traffico. Le keywords non sono tutte uguali e non solo è il loro volume a farci capire se una o l’altra keyword è adatta al nostro business, ma il tipo di key. Le parole chiave si differenziano in informative, navigazionali, trasformazionali, brand e personalizzate. Solo presentando il giusto contenuto al rispettivo intento di ricerca, si avranno dei buoni risultati. Se per ipotesi l’utente sta cercando solo informazioni e io gli presento un contenuto navigazionale o peggio ancora trasformazionale, sicuramente l’utente abbandonerà la pagina rapidamente, perché non è quello che stava cercando. Tornerò sull’argomento analisi keywords in un articolo dedicato. Sono un blocco di testo. Clicca il pulsante

L’originalità del contenuto

Quando dovete scrivere un contenuto, questo deve essere originale. Evitate di scopiazzare a destra e sinistra e metteteci del vostro, quello che vi viene da dentro e che solo voi potete comunicare in questo modo. In questo processo viene ovviamente spontaneo il prendere spunto da testi o libri, piuttosto che da altri contenuti che trovate online, ma una volta recepito il concetto fatelo vostro e rielaboratelo con un tocco personale. Se non ve la sentite, un consiglio che posso darvi è di farlo fare ad un professionista, un web writer o un copy writer. Voi pensate alle parole chiave, lui ve le mette nel testo che avete sempre sognato, scritto secondo le regole della grammatica, scorrevole e piacevole. Non c’è niente di meglio di un contenuto unico nel suo genere per attirare l’attenzione dell’utente e, soprattutto, evitare di incorrere nelle spiacevoli penalizzazioni di Google per i testi “fotocopia”

Il contenuto deve essere di valore

Questo significa che intercettando l’intenzione di ricerca da parte dell’utente, dovete rispondere esattamente a quella specifica richiesta. Ci dovrà essere una soluzione per ogni problema e solo rispondendo in modo specifico ad una precisa domanda, avrai la meglio sui risultati di ricerca. L’utente apprezzerà perché gli state dando quello che esattamente stava cercando e voi sarete più felici perché sarete ben posizionati su Google. Una situazione win-win.

Io personalmente tendo ad usare una parola chiave su ogni pagina, in modo da poterci lavorare bene, darvi il giusto risalto e non far incasinare Google.

Ci sono però delle query che diventano combinazioni, quindi avremo una key informativa + key trasformazionale. In questo caso occorrerà strutturare il contenuto non solo in modo informativo, ma informativo e trasformazionale.

Esempio: Come sviluppare un’app mobile

Questo tipo di key appare informativa ma oltre a dare informazioni potremmo dargli anche dei suggerimenti software per poter sviluppare un’applicazione. Ecco allora che, oltre a dare delle informazioni generiche entriamo più nello specifico consigliando uno o più linguaggi di programmazione per poter creare l’applicazione e perché no, delle guide e dei riferimenti utili. In questo caso il tipo di query non è più solo “informativa” ma “informativa + navigazionale“.

La pagina deve essere indicizzabile

Come già accennato occorre fare in modo che ogni pagina web del vostro sito possa essere letta in maniera semplice e senza intoppi da Google. Dovete fare in modo che ogni pagina sia semplice, leggera e sopratutto che non usi tecnologie strane, come il vecchio flash, e linguaggi che vanno ad appesantire la pagina agli occhi di Google. Un esempio potrebbe essere l’uso inappropriato di linguaggi come ajax, javascript, jquery, ecc

Il TAG <Title> questo sconosciuto!

Il titolo della pagina è quello che ti espone al giudizio implacabile dell’utente: il peso e la misura, l’alfa e l’omega, l’incudine e il martello… A parte tutto, se c’è un posto dove il libro viene giudicato dal titolo, questo è proprio Internet.

Prima di creare il testo pensate a un titolo, anche provvisorio, legato all’analisi delle parole chiave effettuata in precedenza. Considerate che il tag title non deve mai contenere più di 85 caratteri.

È anche molto importante perché è la prima cosa che l’utente trova quando effettua una ricerca su Google.

Non sempre il titolo della pagina e il tag title coincidono e su questo argomento ci sono scuole di pensiero differente. C’è chi tende a farlo combaciare (io seguo questa linea di pensiero), c’è chi invece usa il tag title per incentivare l’utente a cliccarci su durante una ricerca ma quando arriva sulla pagina vedrà un titolo simile, non proprio uguale. Non c’è una certezza assoluta e per quanto sia molto importante, questo aspetto di far combaciare la descrizione non è di vitale importanza.

Lato codice avremo una sintassi del genere:

<head>
<title>Titolo dell’articolo - Nomesito.it</title>
</head>

Il titolo della pagina H1

Su ogni pagina del sito abbiamo il titolo, e questo dovrà essere in H1. Google dà molta importanza a questo tag ed inseriremo qui la nostra keyword principale. Ricordate quando vi ho scritto che ogni pagina dovrà lavorare prettamente su una sola key? Ecco perché dovete inserire un solo H1 per ogni pagina, pena la completa confusione di Google che non saprà più a quale dare precedenza. La sintassi del vostro codice html sarà così:

<body>

<h1>Keyword….</h1>

….

….

</body>

Le altre intestazioni, perché usarle.

Gli altri tag di intestazione sono molto importanti poiché vanno a rinforzare la parola chiave racchiusa nell’H1. Io solitamente non vado oltre all’H2 e all’H3.

Un esempio potrebbe essere:

<h1>Trapano multiuso</h1>

<p>testo...</p>

<h2>Caratteristiche del trapano multiuso</h2>

<p>testo...</p>

<h2>Come scegliere un trapano multiuso</h2>

<p>testo...</p> <h3>Approfondimento 1 "come"</h3> <p>testo...</p> <h3>Approfondimento 2 "come"</h3> <p>testo...</p> <h3>Approfondimento 3 "come"</h3> <p>testo...</p>

<h2>Trapano multifunzione</h2>

<p>testo...</p>

<h2>Migliori trapani multiuso</h2>

<p>testo...</p>

La formattazione del testo

La suddivisione delle sotto sezioni è importante perché alleggerisce la lettura. Un conto è trovarsi davanti un testo del genere:

Lorem Ipsum is simply dummy text of the printing and typesetting industry. Lorem Ipsum has been the industry’s standard dummy text ever since the 1500s, when an unknown printer took a galley of type and scrambled it to make a type specimen book. It has survived not only five centuries, but also the leap into electronic typesetting, remaining essentially unchanged. It was popularised in the 1960s with the release of Letraset sheets containing Lorem Ipsum passages, and more recently with desktop publishing software like Aldus PageMaker including versions of Lorem Ipsum. Lorem Ipsum is simply dummy text of the printing and typesetting industry. Lorem Ipsum has been the industry’s standard dummy text ever since the 1500s, when an unknown printer took a galley of type and scrambled it to make a type specimen book. It has survived not only five centuries, but also the leap into electronic typesetting, remaining essentially unchanged. It was popularised in the 1960s with the release of Letraset sheets containing Lorem Ipsum passages, and more recently with desktop publishing software like Aldus PageMaker including versions of Lorem Ipsum.Lorem Ipsum is simply dummy text of the printing and typesetting industry. Lorem Ipsum has been the industry’s standard dummy text ever since the 1500s, when an unknown printer took a galley of type and scrambled it to make a type specimen book. It has survived not only five centuries, but also the leap into electronic typesetting, remaining essentially unchanged. It was popularised in the 1960s with the release of Letraset sheets containing Lorem Ipsum passages, and more recently with desktop publishing software like Aldus PageMaker including versions of Lorem Ipsum.

Un altro conto è trovarsi davanti un contenuto del genere:

Titolo sotto sezione

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Titolo sotto sezione

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Capite da voi che la lettura diventa più fluida e, un testo ben impaginato, invoglia il lettore a proseguire nell’esperienza di fruizione.

Un consiglio che posso dare è quello di inserire la key su cui state lavorando anche nell’H2 e, se riuscite, anche nell’H3, alternando tra chiave principale, sinonimi e correlate. Tutto questo senza mai esagerare. Cercate di trovare un equilibrio tra tecnica e qualità del contenuto, perché la cosa più importante è che quello che scrivete possa essere letto con facilità.

La ripetizione delle keyword e dei sinonimi

“Il mercato delle banane è sempre più improntato alla ricerca della banana che più banana non si può perché, del resto, a chi non piacciono le banane? Se non ti piacciono le banane è meglio se lasci le banane agli appassionati di banane”. Sempre più spesso si vedono testi simili a questo, che è volutamente caricaturale e, non so se siete riusciti a intuire, ma parla di banane. La ripetizione della parola chiave non solo appesantisce il testo, lo rende grottesco e poco fluido, ma è anche sbagliata a livello di SEO.

Dimenticate dunque queste tecniche vecchie e da quattro soldi. Sono metodi antiquati che non servono più, se non a far fare una risatina di compatimento al tuo visitatore. Non esiste più il concetto di keyword density. Un consiglio che posso darvi è quello di inserire la key sul primo paragrafo in alto. Col resto del contenuto andate a rinforzare quella key. In un contenuto di circa 500/700 parole, ripete la key massimo 4 o 5 volte, usando anche i sinonimi.

Per trovare sinonimi o parole simili alla key che voglio spingere, di solito uso il tool di Virgilio e le parole correlate che si trovano in fondo alla pagina di Google dopo che si ha effettuato una ricerca.

Ancora meglio e lo faccio sempre, uso SEOzoom oppure SEMRush e vado tranquillo. Meglio il secondo che ha un database più imponente.

L'uso del grassetto

Questo è molto importante per due aspetti: il primo è perché facilita i il visitatore nella lettura del contenuto. Gli utenti non leggono tutti nello stesso modo e alcuni usano una lettura periferica. Il grassetto aiuta molto nella lettura perché velocemente puoi farti un’idea del contenuto. La seconda cosa importante è che col grassetto utilizzi il tag STRONG, col quale vai a rafforzare i concetti.

La sintassi sarà:

<strong>Frase con la quale voglio rafforzare il concetto intorno alla key</strong>

La lunghezza del contenuto, la domanda delle cento pistole!


Ogni contenuto è a sé. Non ci possono essere indicazioni precise su questo argomento e dipende molto dal settore, da quanto occorre approfondire un argomento ecc. A mio avviso dipende da quanto soddisfa la richiesta dell’utente per una specifica query. Ci possono essere contenuti che con 400/500 parole sono di valore mentre altri, anche e nonostante venga articolato e allungato molto il brodo, raddoppiando i numeri, non hanno la stessa efficacia. Per quanto mi riguarda non esiste una regola precisa, esiste sempre il buon senso e dare all’utente le giuste informazioni che sta cercando. In alcuni casi potrebbe inoltre essere utile suddividere il contenuto, così da poter lavorare in modo più specifico su una o l’altra key.

Come usare le immagini e il suo tag

Ogni contenuto è a sé. Non ci possono essere indicazioni precise su questo argomento e dipende molto dal settore, da quanto occorre approfondire un argomento ecc. A mio avviso dipende da quanto soddisfa la richiesta dell’utente per una specifica query.

Ci possono essere contenuti che con 400/500 parole sono di valore mentre altri, anche e nonostante venga articolato e allungato molto il brodo, raddoppiando i numeri, non hanno la stessa efficacia.

Per quanto mi riguarda non esiste una regola precisa, esiste sempre il buon senso e dare all’utente le giuste informazioni che sta cercando. In alcuni casi potrebbe inoltre essere utile suddividere il contenuto, così da poter lavorare in modo più specifico su una o l’altra key.

Il nome dell'immagine

Il nome dell’immagine dovrà essere come la key. Se per esempio dobbiamo lavorare sulla parola chiave “trapano multiuso” il nome dell’immagine dovrà essere: trapano-multiuso.jpg

Sicuramente ci saranno più immagini sulla stessa pagina e le chiameremo:

trapano_multiuso.jpg

trapanomultiuso.jpg

trapanoMultiuso.jpg

_trapano-multiuso.jpg

trapano-multiuso_.jpg

_trapano-multiuso_.jpg

e così via…

Il tag ALT dell'immagine

Il tag html alt è molto importante nel caso in cui ci sia bisogno di mostrare un testo al posto di un’immagine, per gli ipovedenti, oppure qualora questa non dovesse caricare, magari per colpa di un problema legato alla connessione o al browser. Sfruttiamo a pieno questa opportunità inserendo all’interno di tale tag la keyword che vogliamo spingere.

La sintassi sarà:

<img src="“…/path-immagine/trapano-multiuso.jpg”" alt="“Trapano multiuso" />

Il tag title dell'immagine

Il title dell’immagine fornisce un buon contributo all’ottimizzazione onpage. Anche in questo caso possiamo inserire un testo contenente la keyword che vogliamo spingere. Esempio:

<img title="“Trapano multiuso" src="“…/path-immagine/trapano-multiuso.jpg”" alt="“Trapano multiuso" />

Il peso dell'immagine

Ultimo ma non per importanza è di certo il peso dell’immagine. Come già detto nell’articolo su come ottimizzare un sito web la velocità di caricamento di una pagina è molto importante e tra i vari aspetti da tenere presente c’è sicuramente il peso delle immagini.

Per risolvere questo problema ti consiglio un tool che uso anch’io, Compressjpg.

Link in uscita

In alcuni casi hai bisogno di approfondire l’argomento di cui stai parlando. Per farlo hai bisogno di inserire link a documenti che non sono presenti sul vostro sito. Se l’attività di link genera un vantaggio, una comodità o un beneficio al lettore, allora è opportuno farlo.

Un esempio potrebbe essere quando voi, discutendo con i massimi luminari della conoscenza sui commenti di Facebook, avete bisogno di collegarvi a una fonte autorevole per validare la vostra ipotesi secondo la quale il mercato di noccioline americane è in calo e la fine del mondo è prossima.

La fonte vi serve non solo per dimostrare che avete ragione – e su internet l’avere ragione è davvero soddisfacente -, ma è anche indispensabile per rafforzare il concetto che state esponendo, ed essere così davvero credibili.

Link interni

I link sono il cuore pulsante del web. Collegate ogni pagina che scrivete con altre che avete redatto e che sono pertinenti. In questo modo aiutate il lettore a trovare maggiori dettagli su quell’argomento, e aiutate Google a reindirizzare meglio il suo spider, trovando così informazioni sul tema.

Ogni volta che collegate una pagina con un’altra attraverso un link, passate authority. Valutate sempre se, effettivamente, vi conviene far passare authory oppure no. Di default l’authority passa, se invece non vuoi farla passare perché ritieni non sia necessario la sintassi sarà così:

<a title="“Trapano" href="“…/contenuto.html”" rel="nofollow">Trapano multiuso</a>

URL della pagina

L’url della pagina deve essere user friendly (appetibile ai motori di ricerca e agli utenti) e contenere la parola chiave del contenuto. Non deve essere quindi in query string. Differenze:

Query string: www.nomesito.it/page2?xyz_uy&m=12&c10iu8……

User friendly: www.nomesito.it/parola-chiave.html

Come struttura del permalink vi consiglio di avere il contenuto della pagina più vicino possibile alla home, in modo da dargli più authority. Esempio:

Corretto: www.nomesito.it/parola-chiave.html

Scorretto: www.nomesito.it/categoria/sotto-categoria/sotto-sotto-sotto-categoria/parola-chiave.html

Questo sarà dipendente dalla struttura del vostro sito. Se il sito è suddiviso in categorie e sotto categorie e questo può aiutare l’utente, bene, diversamente usate sempre il primo metodo, quello corretto.

L'importanza dei video

I video possono dare un contributo molto importante al posizionamento della pagina per diversi motivi. Innanzitutto perché sono indicizzabili e possono essere trovati nei risultati di Google; poi perché possono dare un contributo importante e valore al resto del testo.

Altra cosa importante è che l’utente, visionando il video, aumenta il tempo di permanenza sulla pagina, riducendo così il bounce rate (frequenza di rimbalzo).

Bottoni sociali

Vi consiglio di inserire sempre la possibilità di condividere il vostro contenuto tramite i bottoni sociali, in modo da incentivare la viralizzazione della della pagina. Se non conosci un buon plugin te ne consiglio io un paio che possono aiutarti: uno gratuito, WP Socializer, molto interessante e uno della scuderia Elegant Themes, Monarch, uno dei miei preferiti.

Il meta description

Il meta description non è un elemento utile per il ranking della pagina, ma è, insieme al titolo, uno dei primi fattori che saltano all’occhio quando si presentano i risultati di ricerca dopo una ricerca.

Io vi consiglio di scriverlo sempre, perché se non lo fate Google andrà a prelevare automaticamente il testo che ritiene più utile, tagliandolo alla bene e meglio con risultati degni di Google Translate. Approfondirò l’argomento in un articolo ad esso dedicato.

L'uso dei Rich Snippet

I Rich Snippet sono davvero molto importanti per l’ottimizzazione perché tramite simboli, immagini e informazioni vanno ad anticipare ciò che troveranno sulla pagina, migliorando così di gran lunga l’esperienza dell’utente.

I meta data sono spesso sottovalutati quando in realtà sono molto importanti perché servono a comunicare meglio col motore. In sostanza è come se utilizzassimo il suo stesso linguaggio senza lasciarlo libero da interpretazioni. Per approfondire meglio questo argomento puoi avvalerti del sito ufficiale Schema.org

Meta Robots: dì al motore di ricerca cosa fare

Vi sono delle indicazioni ben precise per comunicare col motore, in modo da riferirgli come si deve comportare nei confronti di una pagina. Di default lo spider del motore legge le informazioni contenuto nella pagina e avremo una sintassi del genere:

<head>

<meta name="robots" content="index, follow”>

</head>

Questo di default, quindi potrebbe anche non essere presente. Ma se non vogliamo che la pagina non sia letta dallo spider avremo:

<head>

<meta name="robots" content=“noindex">

</head>

Per non far scansionare una determinata pagina, occorre usare la corretta sintassi direttamente sul file robots.txt che troviamo in tutti i siti web all’indirizzo:

www.nomesito.it/robots.txt

Il file robots non si usa per questioni di sicurezza. Ovvero, non si deve pensare che basti negare la lettura di una pagina o di una directory per avere dei documenti o dei dati sensibili al sicuro, anche perché non abbiamo alcuna certezza che questo avvenga. Semplicemente si comunica allo spider di non leggere quelle informazioni per evitare di fargli perdere tempo.

Solitamente la struttura di un file robots è la seguente:

user-agent: *

disallow: /nome-directory/

disallow: /pagina-contenuto.html

dove abbiamo
  • user-agent che è semplicemente lo spider a cui ci rivolgiamo, in questo caso tutti, usando il carattere jolly *.
  • Con disallow gli diciamo che la directory “nome-directory” non è necessaria che sia letta, come la stesa cosa vale per “pagina-contenuto.html”.

Oltre a questo possiamo comunicare al robots il percorso della nostra sitemap, per esempio

user-agent: *

disallow: /nome-directory/

disallow: /pagina-contenuto.html

Sitemap: nomesito.it/sitemap.xml

come possiamo dargli altre indicazioni come quante volte sarebbe il caso di fare una scansione al sito

user-agent: *

disallow: /nome-directory/

disallow: /pagina-contenuto.html

Request-rate: 1/5 # Visita al massimo una pagina ogni 5 secondi

Sitemap: nomesito.it/sitemap.xml

oppure dire agli spider qual è il lasso di tempo nella giornata per effettuare la scansione del sito, perché al di fuori di quel range non verrebbero effettuate modifiche

user-agent: *

disallow: /nome-directory/

disallow: /pagina-contenuto.html

Visit-time: 0600-0845 # Visita soltanto tra le 6:00 AM e le 8:45 AM UT (GMT)

Request-rate: 1/5 # Visita al massimo una pagina ogni 5 secondi

Sitemap: nomesito.it/sitemap.xml

Conclusioni

L’ottimizzazione onpage è molto, molto importante e spesso si possono ottenere degli ottimi risultati lavorando esclusivamente all’interno del sito e della pagina. Come sempre, è la somma delle cose che fa il totale, e sicuramente la giusta attenzione su tutti questi aspetti può darvi davvero una grande mano.

Ricordatevi però che solo il 20% di quello che facciamo all’interno del nostro sito sarà seriamente preso in considerazione da Google. Solo in settori molto piccoli puoi ottenere buoni risultati, dove il grado di competitività rimane molto basso.

Aumentando la concorrenza automaticamente aumenta la difficoltà nel riuscire a piazzare le vostre key alle posizioni più alte dei risultati di Google, e dal momento che i risultati in prima pagina rimangono sempre dieci e tutti vogliono essere presenti in prima pagina, in alcuni settori potresti dover necessariamente ricorrere a tecniche offsite.