Capitolo 6: Errori frequenti e trucchi per aumentare il traffico SEO

Pur essendo un’attività tutt’altro che precisa e scientifica, la SEO non è uno scherzo e dev’essere trattata con i guanti di seta. Dopo l’infarinatura generale dei capitoli precedenti, dove vi abbiamo spiegato la parte tecnica, la ricerca, la costruzione del contenuto e la promozione social, è giunto il momento di spiegarvi qualche trucco del mestiere e, soprattutto, darvi un’idea generale di quello che non si può fare.

Gli errori frequenti, su cui gli esperti in generale concordano, sono il modo migliore per illustrare al neofita quello che a Google piace, e quello che invece sarebbe meglio evitare. Questo capitolo conclusivo lo dedichiamo dunque agli errori frequenti, ai trucchi e ai segreti che ti permetteranno di portare le conoscenze SEO che hai appreso qui su un livello più pratico e concreto, così che tu possa subito cominciare a produrre materiale di qualità.

Infrangere le regole di Google: sei un bandito?

Con “errori SEO” ci riferiamo a disattenzioni e cattive abitudini su cui possono inciampare i neofiti e sulle quali talvolta si adagiano le vecchie volpi che ormai con l’ottimizzazione ci lavorano da una vita. Partiamo dagli errori, prima dei trucchi, perché a volte una disciplina la si capisce meglio attraverso gli errori commessi.

Diffida dai risultati “istantanei” e “misurabili da subito”.

Possiamo entrare nello specifico degli errori più comuni e delle solite vecchie tattiche di black hat SEO, ma l’elenco non sarebbe soddisfacente se non menzionassimo la compravendita di likes, volumi di traffico e, ultimo ma non per importanza, l’acquisto di link. Chiunque provi a vendervi un risultato espresso, facendo comparire tonnellate di visite sulla vostra pagina da un giorno all’altro, vi sta vendendo numeri falsi e un prodotto a dir poco losco. Funziona? A volte, purtroppo, questi ciarlatani riescono effettivamente a darti i risultati richiesti, facendola franca proprio sotto l’occhio non sempre vigile di Google. Non è un successo destinato a durare, comunque. Sempre più spesso i motori di ricerca aggiornano il loro algoritmo per tenersi al passo e proteggere la l’affidabilità del loro servizio, penalizzando o escludendo del tutto il sito che ha fatto uso di attività poco trasparenti. Ne vale la pena? Gli esperti concordano che assolutamente no, il rischio è troppo alto.

Non dimenticare i link.

Il primo errore che ci sentiamo di menzionare è quello di trascurare i link e le attività di link building. I link sono la quintessenza della rete e non fatevi mai dire il contrario: non bisogna aver paura di inserirli sul proprio sito senza distogliere l’attenzione dalla strategia. Se non sei sicuro di come si coltivano i link, rivolgiti a un esperto. In generale, prima di inserire un collegamento ipertestuale fatti la seguente domanda: “Questo link aggiunge valore al mio testo? Approfondisce l’argomento? O semplicemente ce lo metto perché non ho altro da inserire, e in questo caso è meglio lasciar perdere?”

Pubblicare contenuti a cadenza irregolare.

I tuoi contenuti saranno anche i migliori, ma se non continuano ad arrivare difficilmente riuscirai a mantenerti rilevante agli occhi di Google, specialmente se competi per una parola chiave molto ambita. Un sito che pubblica regolarmente, e pubblica con qualità, è un sito che piace e che funziona. Col tempo e col duro lavoro diventa un punto di riferimento per i lettori, che si lasceranno trasportare dal vostro storytelling. Il punto è la costanza: decidi una cadenza (un post al giorno, uno alla settimana, uno al mese) e attieniti al programma, cascasse il mondo. Se ti senti di non aver nulla da dire, provaci lo stesso: pubblica ugualmente. Avrai tempo e modo di modificare il contenuto in un secondo momento per renderlo più consono ai tuoi standard. Non smettere di pubblicare!

Non avere un sito mobile friendly o con grafica “fluida”.

Che cosa diciamo ai siti che non si adattano al piccolo schermo del nostro smartphone? “Non oggi”. Il tuo sito non è abbastanza bello da poter sopportare il grave peso di non adattarsi agli schermi più piccoli e ai vari sistemi operativi o browser. Il vostro sito deve adattarsi ai dispositivi come un guanto, favorendo la navigazione fluida, veloce e intuitiva qualunque strumento l’utente si sente di usare.

Affidarsi a un servizio di hosting fai da te.

Il punto è questo: se ti trovi qui, probabilmente vuoi che il tuo sito sia in grado di ritornare l’investimento di risorse che hai effettuato. L’hosting è quel luogo fisico e virtuale dove il suo sito web viene collocato e chiunque può, tramite un link, accedervi. E che cosa succede se il sito è bellissimo, completo e interessante ma la velocità di caricamento delle pagine fa venire l’orticaria? Nell’epoca della fibra, dell’ADSL e del 4G, ci si aspetta che le connessioni veloci facciano da tampone a un blog in WordPress non particolarmente ottimizzato dal punto di vista delle prestazioni. La verità è l’esatto opposto: nell’epoca delle connessioni veloci, nessuno ha voglia di aspettare più di 2-3 secondi che una pagina si carichi completamente, né tantomeno parzialmente. E non c’è storia: a meno che non siate l’unico risultato plausibile per una keyword astrusa e unica nel suo genere, è assai probabile che le persone sceglieranno il sito di qualcun altro per grattare il loro prurito di conoscenza o di shopping. Affidati a un hosting a pagamento serio e verifica la velocità del tuo sito con tools come PageSpeed Insights. Combatti la lentezza!

Usare le parole chiave a ripetizione.

«Il mio sito si occupa di cibo per gatti. Il cibo per gatti è un cibo fatto apposta per i gatti di tutte le età e serve per dare da mangiare ai gatti. I gatti sono felini che hanno fame di cibo per gatti». Di certo avrete indovinato le parole chiave principali, ma non ci vuole Hemingway per capire che la frase di cui sopra è ridondante, poco utile e decisamente spiacevole. Questa pratica si chiama keyword stuffing e opera sullo stesso principio del farcire un tacchino, con la differenza che più farcisci un tacchino più questo è buono, mentre un contenuto strapieno di parole chiave finisce per diventare semplicemente sgradevole. La densità della parola chiave principale dev’essere proporzionale al testo.

Ci sono ancora molti errori da menzionare in questa lista, ma questa è la somma più importante di attività che sarebbe meglio verificare onde evitare penalizzazioni o risultati deludenti.

Trucchi e segreti per potenziare il traffico SEO

Ora che sai cosa non devi fare, ti facciamo una lista di piccole chicche che concorreranno a darti quel margine sulla concorrenza. Sul web, ci sono persone a cui piace dire “se seguirai questa guida, il tuo traffico aumenterà del 40%!”. Non crederci troppo: segui le best pratices e lavora duramente. I risultati arriveranno, ma non di certo per magia!

Hai un piano editoriale sostenibile?

Il tuo blog è ricco di contenuti ma hai la sensazione di essere arrivato a esaurire l’argomento? Temi che a furia di scrivere della stessa cosa, ogni giorno, potresti perdere la poesia che avevi all’inizio? La SEO è efficace quando è sostenibile nel lungo termine e si basa su molti contenuti. Rifletti: crea, frammenta, ricama!

Sfrutta l’anno corrente o venturo.

I tuoi contenuti sono belli, ma per essere davvero irresistibili devono superare le correnti spazio-temporali e devono essere sempre aggiornati. Sfrutta il potere della data (aggiornata al meglio) e usa titoli come “I condizionatori più convenienti del 2019” per attirare l’attenzione di chi cerca un prodotto nuovo. E un contenuto fresco.

La potenza del sinonimo.

Le migliori query di ricerca sono i sinonimi della parola chiave ufficiale. Usa i sinonimi non solo per arricchire la pagina, ma anche per i tuoi tag title, la descrizione, i tag alt e i collegamenti interni.

Comprimi le foto.

Il tempo di caricamento è un fattore di ranking SEO, e questo lo sappiamo. Gli utenti si aspettano pagine veloci: rendile tali. Oltre a un buon web hosting, assicurati sempre di comprimere le tue foto ad alta risoluzione, affinché non superino i 250 KB.

Redirect 301.

Se cambi l’indirizzo URL di un contenuto, effettua un redirect 301 con destinazione il nuovo indirizzo. In questo modo trasferirai la popolarità della pagina che non esiste più a quella nuova.

Lavora sulle parole chiave su cui sei già forte.

Sembra paradossale, ma per arrivare in prima pagina su Google devi concentrarti su ciò che hai già e potenziarlo come se non ci fosse un domani. Rinforzale, ottimizzale, aggiornale e ottieni link di qualità per quelle keyword: solo così sarai davvero un vincitore.

Hai qualche trucco da suggerirci e che vorresti veder pubblicato sulla pagina?