Non puoi sperare di ottenere il vero successo digitale se non usi correttamente gli strumenti di analisi che ti vengono forniti dagli stessi motori di ricerca. Non è un caso se oltre 29 milioni di siti web al mondo usano costantemente Google Analytics per monitorare e analizzare il traffico, come si muove, come si sposta e le preferenze ad esso imputabili.

Le analitiche sono l’unico strumento a tua disposizione che non dice bugie o non vede quello che vorresti vedere: dati nudi e crudi, semplici e facili da fruire, che ti permettono di analizzare in maniera concreta le preferenze e l’orientamento del consumatore. Cosa legge? Cosa cerca? Sei ancora rilevante? Lo sei mai stato?

Le novità introdotte da Google Analytics 4, l’ultimo aggiornamento della serie, ti offriranno una panoramica ancora più importante dei dati del tuo sito web.

Google annuncia Analytics 4

I professionisti del marketing non possono fare a meno di strumenti metrici, e da sempre invitano Google a migliorare il loro servizio esistente. La quarta versione di Google Analytics non si limita a fornire dati sul percorso del cliente all’interno del tuo sito, ma ti fornisce anche importanti informazioni sul cambiamento del comportamento d’acquisto dei tuoi consumatori. Inoltre, ti conferisce tutte le informazioni necessarie per tenerti al passo con le linee guida dei cookies e gli standard di protezione dei dati che devi mantenere.

Cosa c’è di nuovo?

La piattaforma Google Analytics non è ancora perfetta, ma si può dire che stia facendo passi da gigante. Ci aspettiamo di sicuro che, presto, ci saranno ulteriori aggiornamenti, oltre che hotfix per alcuni dei bug che sono stati individuati dai professionisti del marketing. La tendenza che sembra stare prendendo GA4 è quella di una maggiore standardizzazione e automatizzazione dei report, la quale porterà una centralità del machine learning.

Il 14 ottobre è arrivato l’annuncio ufficiale del rilascio di GA4 e si basa sulla versione beta app-web introdotta nel 2019 che univa dati app e web in maniera abbastanza comoda e rivoluzionaria.

GA4 è cambiato, divenendo un tool non solo reportistico, ma anche predittivo. Ciò significa che il data analyst potrà misurare i dati e integrarli con sistemi di machine learning che effettuano proiezioni credibili su quello che dovrebbe essere il flusso del traffico.

Ecco un elenco nel dettaglio di cosa è cambiato, per farti orientare in questo nuovo mondo che, in tutta onestà, non è esattamente qualificabile tra gli aggiornamenti più beginner friendly che Google abbia mai implementato.

  • Data Model: GA4 non si basa più sulle sessioni e sulle informazioni utente, ma si focalizza sugli eventi, che ora andremo a definire “comportamenti”.
  • L’interfaccia risulta assai semplificata della versione precedente, sebbene la UX finale ne abbia un po’ risentito. L’utente base non deve scoraggiarsi, ma continuare a sperimentare.
  • Il data stream prevede l’integrazione tra app e web, aiutando la navigazione attraverso l’inserimento di filtri che ti danno “vista” su certi valori, e non su altri.
  • Il bounce rate non esiste più. Adesso esiste solo l’engagement, ovvero il coinvolgimento, e questa metrica è utile per misurare i comportamenti degli utenti. In pratica il bounce rate ha cambiato nome.
  • Siccome con le ultime normative gli utenti, più spesso che no, negano il consenso ai cookies di tracciamento, GA4 pone rimedio alla cosa introducendo il machine learning in ottica predittiva. Lo scopo è quello di fornire insights automatici sul comportamento degli utenti, anche quando questi non ci permettono di osservarlo.
  • GA4 mette a disposizione l’analysis hub, ovvero uno strumento che, prima di questa versione, era a pagamento. Questo strumento offre la possibilità di creare report davvero strutturati e complessi.
  • È stato potenziato il sistema degli strumenti di tracciamento tra domi.
  • Sono state migliorate le azioni monitorabili per gli eCommerce

 

Google al momento permette di utilizzare la versione vecchia e anche quella nuova, così da poter scegliere quella a noi più congeniale e, soprattutto, aiutarci nella transizione. Sebbene GA4 appaia ancora un po’ acerbo, siamo convinti che il futuro dell’analisi e delle metriche vada in quella direzione.