Il proximity commerce, l’e-commerce che mette il lato umano al primo posto

Stando alle informazioni di Netcomm, il Consorzio del Commercio Digitale in Italia a cui prendono parte oltre 400 aziende e organizzazioni imprenditoriali legate al mondo della conoscenza, il mondo dell’eCommerce ha fatto, quasi senza accorgersene, nuovi passi avanti che vi sorprenderanno.  Netcomm promuove lo sviluppo dell’e commerce e dell’evoluzione digitale delle imprese generando valore per l’intero sistema economico italiano e per i consumatori.

Ebbene sì, Amazon è ancora il leader del settore e lo sarà per un bel pezzo, che ci piaccia o no. Il futuro, però, è alle porte, e prende il nome di “click&collect” e proximity commerce. Stiamo parlando di fenomeni che si evolvono in continuazione e hanno subito un incremento notevole, grazie anche alla crisi sanitaria dovuta al Coronavirus.

Secondo quanto dichiarato da Roberto Liscia, presidente di Netcomm, il fenomeno del click&collect è esploso negli ultimi mesi come una conseguenza della pandemia e delle restrizioni al movimento. Quando non puoi acquistare direttamente dal negozio, ti rivolgi naturalmente a Internet. E in questo periodo di COVID-19 la gente ha deciso di effettuare ordini online e passare fisicamente a ritirare il prodotto in sede di negozio, caricandolo diretto nel bagagliaio dell’auto. In questo modo si evitano file, si è certi di trovare ciò che si sta cercando e si rispettano le regole del distanziamento sociale.

Ebbene, secondo i dati, questa forma di commercio negli ultimi mesi è cresciuta del 350%. Le ultime settimane di lockdown sono state cruciali per la digitalizzazione di molti canali che, prima, dovevano per forza effettuare la canonica vendita retail. In altre parole, chi ha voluto riaprire ha dovuto farlo secondo modalità ben precise e molto più digitali. Il proximity commerce infatti, permette l’integrazione tra i grandi player del commercio elettronico e i piccoli negozianti i quali grazie alla logistica e alle piattaforme di consegna possono raggiungere i clienti residenti nelle zone limitrofe

Sebbene il Coronavirus abbia catalizzato e accelerato il fenomeno, questa nuova modalità di distribuzione potrebbe rivelarsi la chiave per un futuro retail omnicanale pensato per l’economia locale. Nuovi paradigmi, insomma, che si sviluppano seguendo criteri di sostenibilità e replicabilità con l’applicazione delle tecnologie, gestione dell’offerta in logica di piattaforma e capillarizzazione della rete logistica.

La tecnologia digitale sempre al centro di tutto

La tecnologia, come sempre, è la chiave per aprire le porte di un futuro di semplificazione e automatizzazione. Così si può controllare l’accesso agli interni degli esercizi commerciali, monitorare il tempo di attesa dei clienti e migliorare tutti quegli aspetti della qualità del servizio che sono cruciali, oggigiorno, per scavalcare la concorrenza. E nel mondo del digitale è ancora meglio: i negozi di un territorio specifico possono infatti fare network e organizzare marketplaces locali, andando a raccogliere un numero sempre maggiore di potenziali clienti a chilometri quasi zero. E questo è l’e-commerce di prossimità. Un’opportunità che mette in comunicazione non solo i grandi del settore, ma anche piccoli negozianti che possono usufruire di strutture logistiche più localizzate e capillari.

La nuova direzione dell’eCommerce, in altre parole, è più geolocalizzata di quello che ci si aspetta, e andrà a favorire anche le realtà meno grandi, creando business là dove prima solo i player più importanti riuscivano ad arrivare con consegna tramite corriere. È questo dunque il futuro che ci attende? Noi di Innovando, personalmente, siamo elettrizzati all’idea delle possibilità che queste opzioni hanno da offrire.

Secondo lo studio condotto da Vidra negli ultimi tre mesi sono oltre 1500 le realtà che hanno abbracciato la sfida del digitale in particolar modo nei settori Food & Beverage Moda Abbigliamento e Scarpe Sport & Benessere