Come creare un business plan

Preziosissimo strumento di pianificazione economica e finanziaria, il business plan è uno step fondamentale ai fini della presentazione di un’idea di business, o in fase di creazione di una start up. Per farla breve, questo documento delinea il piano di lavoro aziendale nell’arco di un determinato lasso temporale, fornendo una fotografia verosimile delle condizioni e degli obiettivi dell’azienda.

Lo sapevi che molti liberi professionisti trarrebbero grande giovamento dalla realizzazione di un business plan ben strutturato? Sì anche tu, che ogni mattina ti svegli, ti infili le ciabatte e lavori da casa. Avevi mai pensato di realizzare un business plan?

Probabilmente no. Probabilmente ti stai chiedendo anche com’è fatto un business plan. Ma non ti preoccupare, sei arrivato nel posto giusto. Parti dal concetto che, di solito, questo strumento si divide in quattro parti:

  • Descrizione del prodotto o del servizio;
  • Mercato di riferimento;
  • Aspetti economici e finanziari;
  • Sintesi generale dei concetti importanti.

Immaginati un grosso libro contenente tutti i grandi temi e i piccoli dettagli della tua attività. Tutte cose che non possono essere trascurate nella gestione quotidiana. Se di regola si tratta di un progetto molto ambizioso e lungo, abbiamo scoperto un tool che potrebbe aiutarti a redigere il tuo business plan in un tempo ragionevole. Conosci Canvas? È lo strumento che fa al caso tuo.

Business Plan modello Canvas: perché ci piace?

Scaricalo da qui: https://canvanizer.com/downloads/business_model_canvas_poster.pdf

Il Business Plan modello Canvas è un template che ti permette di verificare la tua idea di business per capire se funziona, prima ancora di metterlo in pratica. Gli imprenditori ne fanno largo uso per via delle sue caratteristiche pratiche:

  • Focus: niente più pagine e pagine di definizioni e descrizioni. Uno schema strutturato può sostituirli alle lungaggini e ridurre i tempi di sviluppo.
  • Flessibilità: si modifica facilmente e si può integrare in qualsiasi momento.
  • Trasparenza: la sua struttura risulta di facile comprensione anche per chi è esterno al vostro business e, dunque, non ha le stesse competenze che avresti per esempio tu. È ideale per una dimostrazione pratica, per esempio, agli investitori!

Ora che abbiamo un’idea generale del tool, possiamo andare a esplodere l’elenco numerato di sopra per comprendere meglio quali siano le domande da porsi in fase di stesura del business plan. Domande facili che, però, non hanno sempre una risposta ovvia. Sei in grado di compilare questo questionario per la tua attività?

  • Target: chi sono i tuoi clienti e qual è il loro pensiero quando cercano il tuo prodotto?
  • Value Proposition: perché il cliente dovrebbe scegliere il tuo prodotto e non quello di un concorrente? Quali sono i fattori di spicco che permettono all’utente di interessarsi proprio a te?
  • Channel: come vengono comunicate le value proposition? In poche parole: come pensi di pubblicizzare e vendere i tuoi prodotti?
  • Customer relationships: che tipo di interazione c’è con il cliente nel corso della procedura d’acquisto?
  • Revenue streams: come si guadagna in questa attività?
  • Key activities: quali sono le attività che ci si è prefissi per mantenere la value proposition e distinguersi dunque dai competitors?
  • Key resources: quali sono le risorse strategiche che ti fanno competere sul mercato meglio degli altri?
  • Key partnerships: quali sono le attività che la tua azienda può demandare all’esterno per concentrarsi sulle key activities?
  • Cost structure: quali sono i costi e come si legano alle entrate?

Molto bene. Ora che hai in mano le domande tutt’altro che scontate, devi essere in grado di rispondere in maniera completa e convincente per i futuri investitori e, soprattutto, per te stesso.

Customer segments (1)

La tua clientela va definita e selezionata accuratamente: non puoi infatti pensare di vendere un prodotto non sapendo a chi. Del resto, non tutti sono interessati ad esso. Pensa: ti stai rivolgendo a un solo mercato o a clienti differenti? Questa clientela come pensa e come si pone nei confronti del tuo tipo prodotto? Infine, cosa fai davvero per questo cliente? Sei sicuro che il tuo business identifichi il problema del cliente e lo possa risolvere con una soluzione interessante, capace di attirare nuovi consumatori?

Value Proposition (2)

Ora che hai identificato il tuo cliente di riferimento – diciamo un Mario qualsiasi – hai bisogno di capire quale tipo di problemi stai cercando di risolvergli e come hai intenzione di farlo. In poche parole, perché Mario dovrebbe scegliere proprio il tuo prodotto e non quello – quasi identico! – di un competitor? La risposta risiede proprio in quel “quasi”: se sei convinto di essere unico nel tuo genere, saprai anche il motivo. E da questo motivo puoi trarre tutte le argomentazioni necessarie a distinguerti dal resto della massa. Servizio d’assistenza, velocità di consegna, qualità dei prodotti, tracciabilità delle materie prime… ognuno di questi elementi è valido, ma sei tu che devi essere in grado di renderlo una leva irresistibile.

Channels (3)

Stabilisci i canali attraverso i quali vuoi raggiungere i tuoi clienti. Mario ti sta cercando, sì, ma tu devi farti trovare e non è così scontato. Per esempio, se disponi di un eCommerce avrai probabilmente bisogno di avviare una campagna AdWords. Un blog potrebbe invece avere bisogno di un rilancio social o di guest posts.

Nel momento in cui hai stabilito come raggiungere Mario, devi identificare il percorso che esso dovrà compiere per finalizzare l’acquisto del tuo prodotto. Rivolgiti allo schema AIDA.OR: attenzione, interesse, desiderio, azione, fidelizzazione, riacquisto.

Customer relationships (4)

In che modo il cliente può interagire con la tua azienda? Come farà Mario a contattarti qualora dovesse avere domande sul prodotto che vendi? Cerca di capire se vuoi lasciare un recapito telefonico, una mail o un form da compilare. Scegli il mezzo e valuta quale tra quelli summenzionati risulta essere il più comodo per il cliente e, al tempo stesso, quello più sostenibile per le tue entrate.

Revenue streams (5)

E qui arriva il bello. Come fa il tuo business a fare soldi? Se non è questa la domanda più importante dell’intero business plan! In questo punto devi stabilire il flusso delle singole entrate collegate al target sulla base della value proposition. Per farla più semplice, hai bisogno di capire in che modo Mario ha intenzione di pagare i tuoi prodotti e come saranno i tuoi introiti.

Key activities (6)

In questa sezione devi elencare tutti gli elementi che permettono alla tua azienda di mantenersi fedele alle sue Value Proposition. Corsi di aggiornamento, studio di nuove fette di mercato, tutto quello che vi viene in mente: questa è una parte dedicata alla struttura interna e ha poco a che vedere con il cliente finale – stabilito dai punti precedenti.

Key resources (7)

In questa categoria devi elencare tutti gli strumenti strategici che fanno la differenza nella tua struttura aziendale. Pensiamo per esempio alle aziende basate sui prodotti, le quali devono differenziarsi con uno sviluppo particolare dello stesso. Le aziende che si basano sul servizio devono specializzare la loro attività su un’offerta alla clientela che non abbia eguali.

Key partners (8)

Le attività utili ma non strategiche (o chiave) per la tua azienda potrebbero essere delegate ad altre aziende che hanno fatto di quell’aspetto della vendita un core business. In poche parole, tra i key partners si elencano tutte quelle figure che accompagnano il processo produttivo verso il successo.

Cost structure (9)

A questo punto del piano di business dovresti essere in grado di capire se la tua azienda può avere davvero successo. Ora non ti resta che fare un po’ di conti, allineando l’elenco di spesa per definire i costi di ogni singola voce, tra quelli variabili e quelli fissi.

Il business plan funziona davvero?

Sei arrivato qui, probabilmente vuoi sapere se il tuo business plan, per quanto abbia richiesto (relativamente) poco tempo, può funzionare. Business Model Canvas è perfetto per darti una struttura facilmente integrabile e comprensibile da tutti, ma come si fa a capire se quanto scritto ha effettivamente un senso pratico?

Per capire se stai andando nella direzione giusta hai bisogno di richiedere il parere qualificato dei tuoi collaboratori o di un agente esterno che sappia indicarti se hai imboccato la direzione giusta. Dai un’occhiata ai fac simile disponibili online e valuta la tua direzione di business, seguendo solo lateralmente il percorso che hanno intrapreso gli altri. Abbiamo detto che sei unico nel tuo genere, no? Questo è il momento in cui devi dimostrarlo a te stesso, realizzando un business plan che parli chiaro e, soprattutto, che parli solo di te.