Alla scoperta di due fra i maggiori trend in ambito di graphic design: Material design & Google font


Dall’avvento di Internet i cambiamenti dal punto di vista della grafica e dell’usabilità dei siti sono stati enormi. Questo per svariate ragioni: sono cambiate le tecnologie (più veloci, più performanti), sono cambiate le abitudini degli utenti (maggiore familiarità con gli strumenti della rete), sono cambiate le possibilità creative di chi lavora dietro le quinte (strumenti sempre più potenti, linguaggi di programmazione sempre più avanzati).

Se prendiamo come periodo di riferimento il ventennio 1998-2018, il divario tra siti web di ieri e di oggi si è allargato a dismisura, soprattutto in termini di estetica ed esperienza di navigazione. Ovvio. Ma quando passiamo dalla teoria alla pratica, la domanda sorge spontanea: quali sono oggi gli standard e le tendenze che incidono sul mercato del web? E quali accorgimenti adottare quando si propone un brand, un servizio o un prodotto al pubblico della rete?

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In ambito di grafica e usability i protagonisti del momento sono loro: il material design e i Google font, due “concetti” che nascondono entrambi un mondo di nozioni e conoscenze fondamentali. Parliamo nell’uno e nell’altro caso di una novità introdotta da un’azienda, nella fattispecie Google, poi assimilata da un numero crescente di utenti e, con loro, di addetti ai lavori. Sia il material design sia i Google font nascono infatti con l’obiettivo di migliorare la user experience e quindi il comfort dell’ambiente di navigazione. Quello che in gergo tecnico viene chiamato “look & feel” (o L&F), e cioè la percezione dell’utente in relazione all’apparenza visiva e alla modalità di interazione.

Possono sembrare aspetti secondari, ma basti pensare a cosa succede quando ci troviamo di fronte un pulsante di acquisto: tutto ciò che vediamo con gli occhi favorisce o scoraggia il fatidico clic…

VANTAGGI DEL MATERIAL DESIGN PER DISTINGUERSI NEL WEB


Lanciato quattro anni fa da Google, il material design ha caratteristiche e vantaggi ben precisi. Diversamente da altri stili, si distingue per la tridimensionalità (da cui il nome material, in italiano materiale), ma anche per le animazioni intelligenti e l'adattabilità su qualunque dispositivo mobile di ultima generazione. Vale la pena approfondire questi tre elementi perché spiegano il successo del material design rispetto al flat design e altre soluzioni.

La tridimensionalità del flat design

Scontato, quasi banale, eppure aggiungere una terza dimensione al design “normale” è stata una scelta quantomai apprezzata. L'approssimarsi della realtà virtuale e l'aumentata dimestichezza degli utenti nel muoversi in un ambiente virtuale, sono fattori che hanno determinato un'immediata risposta positiva da parte dei “clienti” Google (tutti coloro i quali utilizzano questo motore di ricerca, in Italia Svizzera e altri paesi il 95% della platea, senza contare Google Play, Gmail e altri prodotti). Senza timore di esagerare, potremmo dire che il material design è piaciuto perché i tempi erano maturi per il suo uso e consumo.

Le animazioni intelligenti

Altra cifra stilistica del material design sono le animazioni intelligenti: non è semplice spiegarlo a parole, ma immaginiamo di paragonare fra loro un menu classico e un menu intelligente. Nel primo caso il menu si apre al tocco mostrando le voci disponibili, nel secondo lo stesso menu reagisce alla scelta dell'utente anche in base all'avanzamento dell'azione, alla posizione all'interno del sito e così via. Se l'utente ha già un prodotto nel carrello, tanto per fare un esempio, il menu intelligente potrebbe segnalare fra le opzioni l'aggiunta di altri prodotti oppure il pagamento, cosa che non avrebbe senso fare se l'utente è appena entrato nel sito.

L'adattabilità su device mobile

Negli ultimi anni si è fatto un gran parlare di siti web responsive, dove per responsive si intende un design in cui i contenuti siano in grado di adattarsi al dispositivo sul quale vengono visualizzati (PC, tablet, ereader, smartphone). Anche qui, il material design ha saputo soddisfare la domanda diversificata del mercato, offrendo una versatilità di gran lunga superiore all'interno del proprio sistema operativo Android e al di fuori di esso nel momento in cui altri sviluppatori hanno battuto la stessa strada.

I GOOGLE FONT: MARCHIO DI GARANZIA PER CONTENUTI AL TOP


E veniamo ai Google Font, naturale coronamento del material design. Si tratta in questo caso di font selezionati e “validati” da Google per consentire una migliore user experience. Ma non solo: secondo alcune fonti autorevoli, i Google font garantirebbero maggiore velocità del sito a beneficio delle prestazioni e di conseguenza del posizionamento (per il SEO conta anche questo).

Come si può intuire anche senza essere esperti, seguire le direttive Google significa rispettare i canoni stabiliti da chi, di fatto, detiene il monopolio su molteplici aree del web moderno, a partire dalla ricerca online.

Noi di Innovando lo sappiamo, per questo siamo consapevoli di quanto sia importante sviluppare i progetti dei nostri clienti lasciando spazio alla creatività (loro e nostra), senza per questo venire meno a quelli che ormai, più che trend, sono standard condivisi e vantaggiosi per tutti.

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