Proprio mentre stavamo per completare la stesura di questo ciclo di articoli, è arrivata l’ennesima triste notizia legata alle attività dei più giovani sui social media. Una bambina di 10 anni residente a Palermo sarebbe morta per soffocamento a seguito di una “challange” intrapresa su Tik Tok. Non è il primo caso, e tutto fa pensare che non sarà l’ultimo. Purtroppo i social media sono diventati anche questo: la cassa di risonanza di un disagio giovanile diffuso, che inizia già in tenera età, addirittura prima dell’adolescenza. I motivi sono tanti e trasversali, e non è compito nostro avventurarci in indagini sociali. Certo è che questa componente inquietante assunta dai social media negli ultimi tempi è destinata a perdurare anche in futuro. Allo stesso modo, possiamo già sbilanciarci nell’affermare che accanto ai pericoli, i social media continueranno a fornire strumenti preziosi di marketing a business piccoli e grandi, così come a singoli professionisti e imprenditori.

Ed è forse proprio da questo dualismo che dobbiamo partire per ragionare sulla natura dei social media e sulla loro evoluzione. Proviamo quindi a fissare alcuni punti fermi basandoci sulle riflessioni di alcuni fra i maggiori esperti del settore.

  • La partita si giocherà sulla community

Secondo l’italiano Franz Russo, le funzionalità dei social media sono ormai le stesse ovunque. Post semplici, stories, video in diretta, advertising… quello che cambierà in futuro – e che sta già cambiando adesso – sarà quindi il peso della community che frequenta quel social media. Più generalista e trasversale su Facebook, più giovane su Tik Tok, più professionale su LinkedIn e così via. Questa tendenza, secondo Franz e secondo altri, finirà per accentuarsi nei prossimi anni, determinando le mosse dei business e delle imprese che sfruttano i social come asset strategico (vedi il nostro articolo precedente).

  • La possibile inversione di tendenza

L’esperta di food marketing e comunicazione Valentina Lanza prevede come molti altri un reflusso dall’attuale abbuffata di social media. Gli utenti, soprattutto quelli che frequentano i social dagli albori, sembrano mostrare i primi segnali di stanchezza. Potrebbe esserci quindi un’inversione di tendenza, che segnerà un ritorno alla socialità offline, magari proprio grazie a social media specifici. Un esempio in questo senso potrebbe essere Shoelace, social media di eventi ad oggi in fase di sviluppo niente meno che dal team di Google. L’obiettivo? Facilitare la socialità delle persone in base agli stessi interessi, alla vicinanza e ad altri parametri.

  • Più potere agli influencer (fino a un certo punto)

Anche gli influencer potrebbero cambiare il destino dei social media. Oggi sono considerati allo stesso livello dei personaggi pubblici, ma un domani potrebbero diventare influenti tanto quanto le star di Hollywood. Questo causerebbe una rottura dei paradigmi che oggi tutti noi conosciamo: la televisione e il cinema vedrebbero la comparsa dei volti affermatisi su Facebook, Instagram, YouTube e così via, stessa cosa per le pubblicità sulla radio, sui giornali e altrove. Il cambiamento è già in atto, ma potrebbe assumere dimensioni difficili da immaginare: un po’ come successo con gli attori candidati alla politica, a breve potrebbero esserci youtuber e instagrammer.

La questione irrisolta della privacy nei social

Accanto alle sorprese che ci riserverà il futuro, ci sono questioni che sembrano tuttora difficili da risolvere. Una, la più nota e discussa, è la privacy, di cui abbiamo ampiamente trattato nel terzo capitolo di questo excursus (La privacy ai tempi della condivisione di massa). Pur non sapendo ancora che cosa ne sarà dei nostri dati – in parte non lo sappiamo nemmeno oggi – possiamo affermare che la sopravvivenza dei social media sarà vincolata alla loro capacità di rispettare i dati personali degli utenti, tutelando i più deboli da azioni di cyber bullismo, sfide estreme, adescamenti e quanto c’è di peggio nel web. Emblematico è stato il successo immediato di Signal, non un social media vero e proprio (non ancora?), ma un degno rivale di WhatsApp, il quale ha basato la propria ascesa su un concetto molto chiaro: Speek frearly. Ovvero: parla liberamente. Nell’home page del sito ufficiale si legge a grandi lettere lo slogan:

Say “hello” to a different messaging experience. An unexpected focus on privacy, combined with all of the features you expect.

(Dai il benvenuto ad una differente esperienza di conversazione. Scoprirai un originale focus sulla privacy, arricchito da tutte le caratteristiche che ti aspetti)

Un messaggio, oltre che una sfida, in grado di porre le basi per una rivoluzione social di proporzioni epiche. Guarda caso lo stesso Zuckerberg ha dichiarato che Facebook sarà un social media Privacy focused, focalizzato cioè sulla privacy degli utenti. Le male lingue potrebbero prendere l’annuncio (datato 2019) alla lettera, ma c’è chi spera che sia il segnale per una maggiore e più genuina protezione dei dati. Nell’attesa di sapere come andrà a finire, noi di Innovando non possiamo che invitare i nostri amici lettori a seguire le pagine social su Facebook, Twitter e LinkedIn. Ogni mese troverete articoli e spunti di riflessione sul mondo del web, un mondo che fra alti e bassi continua e continuerà a condizionare le nostre esistenze e il nostro lavoro. Grazie a tutti per la fiducia che ci state dimostrando. Qualunque siano i vostri progetti, vi auguriamo il massimo del successo!